LA COSCIENZA DI ZENO

uno spettacolo di OYES

ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia collettiva
con Livia Castiglioni | Daniele Crasti | Francesca Gemma | Francesco Meola | Dario Merlini | Fabio Zulli
aiuto regia e collaborazione alla drammaturgia Noemi Radice

disegno luci 

sound design Gianluca Agostini
scenografia
 Stefano Zullo

organizzazione Carolina Pedrizzetti | Irene Romagnoli 

produzione OYES | Teatro Metastasio di Prato | LAC Lugano Arte e Cultura | Teatro Stabile del Veneto  

con il sostegno di 

Centro di Residenza della Toscana (Armunia - CapoTrave/Kilowatt) 

IL PROGETTO

Zeno è una tra le espressioni più compiute del narratore inattendibile novecentesco.

La sua autonarrazione – spesso fallace, sicuramente parziale come tutti i tentativi di raccontare la propria vita – cerca di proiettare un’immagine di sé costruita ad arte. Ma nel farlo vengono svelate contraddizioni e lacerazioni profonde. Con una sincerità che diventa ancora più dirompente e brutale proprio perché si è così tanto cercato di occultarla.

Ed è proprio in queste crepe e aporie del vissuto che si concentra da sempre la ricerca di Oyes, lungo un percorso che sviluppa drammaturgie originali, in un confronto continuo con i grandi autori classici e contemporanei.


Ne La Coscienza di Zeno di Italo Svevo, il protagonista ritorna ossessivamente sul suo passato, cercando di identificare la malattia che gli ha impedito di realizzarsi. 
Sul palco un unico luogo apparentemente realistico, con alcuni elementi stranianti, rappresentazione simbolica dell’inconscio di Zeno o del suo goffo sforzo di controllarlo.

La scena si apre seguendo l’incipit del romanzo: lo psicanalista ha assegnato al suo paziente il compito di scrivere un diario, un’autobiografia che ripercorra i punti critici della sua vita, per provare a comprendere l’origine della sua malattia.  

Lo spettacolo racconta l’estenuante e tragicomico confronto tra i due: da una parte il senso di rivalsa di un uomo che prova a mettere in luce gli aspetti più edificanti per non ammettere di aver forse fallito, dall'altra la spietata ricerca di una verità che si insinua nelle pieghe più intime e nascoste della coscienza. La seduta di analisi si trasforma così in una sorta di auto processo. Gli altri personaggi - il padre, la moglie, il socio, l’amante - appaiono come proiezioni violentemente reali al servizio della ricostruzione di Zeno, per diventare a loro volta pedine dell’inconscio nelle mani del suo psicanalista. 

Oyes si concentra sul tempo e sullo stile della narrazione di un uomo che indaga se stesso, procedendo per bruschi arresti e accelerazioni improvvise, dilatando e restringendo il tempo, seguendo il flusso di coscienza e la libera associazione di idee, sempre sul sottile crinale tra sincerità e menzogna, tra razionalità e inconscio, tra memoria e creazione artistica.

RASSEGNA STAMPA

La coscienza di Zeno | STAMPA
 
 
 

REPLICHE

2022
16 - 17 febbraio LAC (Lugano)  

9 - 13 febbraio Teatro Verdi (Padova)  

2 - 6 febbraio Teatro Metastasio (Prato) • prima nazionale 

 

GALLERY